Veramente è la fine del TTIP? Molto bene.

Le dichiarazioni del vice cancelliere e ministro dell’economia tedesco sul fallimento, di fatto, del negoziato sull’accordo di libero scambio TTIP tra Unione europea e Stati Uniti rappresentano, finalmente, una buona notizia.

SalutO con favore la dichiarazione di Sigmar Gabriel che sottolinea come, nel corso del negoziato sul Ttip, in 14 round di colloqui le parti non hanno trovato un’intesa su un solo capitolo dei 27 in discussione.

Il M5S sin dal suo ingresso in Parlamento ha portato avanti, come molti altri comitati, una battaglia contro l’accordo di libero scambio Ttip tra Unione europea e Stati Uniti. Un accordo che punta ad integrare i mercati Ue e Usa riducendo dazi doganali ma anche rimuovendo le differenze sugli standard applicati a prodotti, regole sanitarie e fitosanitarie. Una deregulation sfavorevole all’Europa, in particolare all’Italia e che rischia di distruggere quello che di buono è ancora rimasto nel nostro Paese dopo l’arrivo dell’euro.

I dubbi nascono in nome della tutela dei prodotti tipici, dei posti di lavoro e dell’ambiente. Preoccupazioni che non appartengono soltanto alla comunità italiana ed europea ma anche a quella statunitense. E’ tempo di affermare il principio del bene collettivo sulla speculazione dei mercati. Spero che il prossimo Consiglio europeo sia pronto a difendere questo principio chiudendo una volta per tutte il negoziato.

 

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