Era il 14 aprile 2021 quando scrivevo che poteva nascere una filiera della selvaggina e che si poteva creare un marchio collettivo. Ecco qua, ieri sera, all’Agriturismo il Cerreto a Bettona, presentazione in anteprima del progetto filiera del cinghiale promosso da Consorzio Regionale Operatori Filiera Carni dell’Umbria.

L’esordio è fissato per la prima metà di maggio, quando su alcuni banchi selezionati arriveranno i primi prodotti etichettati e tracciati “dal bosco al consumatore”, con indicato il giorno dell’abbattimento del capo, l’azienda agricola e/o il cacciatore che ha operato la selezione, il mattatoio e il laboratorio di sezionamento.

La filiera è così articolata: il cacciatore (al momento quelli aderenti all’ATC3), consegnerà gli animali provenienti dalle operazioni di selezione e contenimento al centro di lavorazione ( macello di Massa Martana, Gualdo Tadino, Umbertide e quello dell’Az. Moretti). Dopo questa fase, l’operazione successiva, sarà fatta dal centro di trasformazione che nello specifico sarà la Bottega del Futuro di Castiglion del Lago. Da qui i prodotti, una volta etichettati, sono pronti per la vendita al dettaglio o alla ristorazione. Tutto il processo viene monitorato da organismo appositamente creato.