Il Collegato agricolo sbarca a Montecitorio “promosso con riserva”

“Il Collegato agricolo, presentato dal governo Letta a febbraio 2014, sbarca finalmente in aula a Montecitorio. Tra oggi e domani, ci auguriamo che la Camera licenzi il testo che poi tornerà all’attenzione del Senato. Si tratta di un disegno di legge, migliorato dal contributo del M5S, molto importante per la competitività delle aziende del settore”. E’ quanto afferma il deputato 5stelle Filippo Gallinella a pochi minuti dall’inizio del confronto a Montecitorio.

“Il testo oggi in discussione – precisa l’onorevole umbro penta stellato – nasce con 23 articoli, a cui se ne sono aggiunti altri in virtù del lavoro portato avanti dalla commissione Agricoltura della Camera grazie al contributo fornito dal M5S. Siamo riusciti a definire la denominazione di birra artigianale, che come richiesto dalla filiera non deve essere ne pastorizzata ne microfiltrata. Siamo riusciti – continua Gallinella – ad inserire un sostegno per lo sviluppo della filiera del luppolo, con lo stesso principio che abbiamo adottato per il settore della canapa. Settori, quelli di luppolo e canapa, che possono aprire nuove opportunità di lavoro e di sviluppo. Con noi la Commissione è anche tornata a parlare di selvicoltura. Con il Collegato finalmente sarà attivata l’anagrafe apistica e saranno attivate misure a sostegno del comparto”.

Il M5S promuove dunque il Collegato agricolo ma con riserva. “Purtroppo – sottolinea Gallinella – non è stata abolita l’Imu per i terreni dati in affitto o in comodato d’uso ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali, non è stato approvato il riordino di Agea, l’ente pagatore dei contributi comunitari, non sono passate le misure fiscali di agevolazione proposte dal Movimento. Temi su cui torneremo presentando emendamenti in Aula. Il settore agricolo – conclude Gallinella con riferimento alla relazione del Crea presentata due giorni fa al Mipaaf – dipende per oltre il 30% da aiuti pubblici e risultati positivi si registrano grazie ad export e all’aggregazione delle filiere. Pensare ad una strategia politica e fiscale a lungo raggio è dunque una priorità”.

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