Discorso sul DEF – Parte Agricoltura

Sig. Presidente, Colleghi deputati,

Il primo atto che il Governo porta all’esame del Parlamento è, ironia della sorte, anche l’ultimo atto dell’esecutivo precedente. Il segno della continuità è esattamente tutto qui: le stesse forze politiche che hanno redatto il Documento di Economia e Finanza lo hanno illustrato in quest’aula. 
Le scelte di politica economica di questo Governo sono scelte che, in tema di ambiente e territorio, percorrono la stessa identica strada dei governi precedenti, pervicacemente ancorata al concetto di sviluppo come valore supremo. Uno sviluppo che non tiene conto degli enormi danni che determina. Danni che colpiscono il nostro ambiente, la nostra salute, la qualità della nostra vita, il cui costo – che non viene contabilizzato nel bilancio dello Stato – graverà pesantemente anche sulle generazioni future.
Uno degli aspetti su cui incide l’orientamento del Governo è il territorio, una risorsa non inesauribile e che andrebbe adeguatamente tutelata e salvaguardata. E “territorio” vuol dire, in primo luogo, agricoltura, sulla quale, il DEF si limita ad una fotografia di quanto la commissione europea destina al comparto agricoltura attraverso il fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Occorre, a nostro avviso, rivedere le linee guida della politica agricola italiana puntando sulle tipicità delle produzioni nazionali e rivedendo i rapporti con la politica comunitaria, che spesso ha disatteso le aspettative di rilancio del settore e di tutela di noi consumatori.
Ad oggi con l’allargamento dell’UE ed il fenomeno della cosidetta “globalizzazione”, la PAC ha mostrato tutta la sua inefficacia, sia in risposta alla crisi dei mercati e dei prezzi, sia in termini di aumento della competizione fra i vari produttori europei e non.
La domanda di cibo è destinata ad aumentare del 40% entro il 2050, secondo le stime fatte dalla Commissione Europea è sulla base di tali stime si orienteranno le future politiche comunitarie; non possiamo permettere che il conseguente incremento della produzione possa intaccare la qualità della stessa; e la qualità della produzione si può ottenere solamente salvaguardando i prodotti locali, bandendo gli ogm e premiando le buone pratiche agricole nel rispetto dell’ambiente, riducendo al minimo l’utilizzo della “chimica” nel settore coniugandola con una corretta educazione alimentare.
Quello agricolo deve divenire un sistema sostenibile volto al riciclo, alla conservazione del suolo e del paesaggio, a mitigare il rischio idrogeologico e ambientale; un compito che lo stesso agricoltore, in quanto “custode del territorio”, svolge praticamente da sempre.
Potenziare e promuovere la “banda larga” è una necessità improcrastinabile per le stesse associazioni di categoria.
Occorre salvaguardare i piccoli produttori, semplificando le procedure, garantendo i pagamenti in tempi certi, rivedendo i disciplinari per una chiara e trasparente etichettatura e tracciabilità dei prodotti, valorizzare la filiera corta e tutelare il vero “Made in Italy”, nostro “oro” nazionale unitamente assieme al turismo. Il sistema delle agroenergie è stato erroenamente interpretato e immotivatamente incentivato a discapito del corretto bilancio energetico ambientale ; sono da evitare percò le culture dedicate.
Occorre rimuovere il sistema dell’allevamento intensivo, mentre, per il settore della pesca alcuni obiettivi sono ripristinare gli stock ittici sovra-sfruttati, applicare il divieto di rigetto in mare dei pesci non commercializzabili ed effettuare controlli più stringenti sulle taglie minime del pescato.
Altro settore cui rivolgere attenzione è l’Ippica italiana che da risorsa economica e culturale della Nazione è oggi in ginocchio.

E’ indispensabile effettuare un’indagine conoscitiva sulla fauna da tutelare e proteggere e quella da tenere sotto controllo numerico aggiornando anche le politiche sulla caccia. I boschi, che ricoprono un terzo della superficie dell’intera penisola, dovranno divenire “risorsa”, sviluppando collaborazioni pubblico-private per la realizzazione di infrastrutture a sostegno dell’ecoturismo, dell’economia verde con il recupero delle tradizioni locali.

Altro obiettivo sarà promuovere quell’agricoltura detta “sociale”, fornendo servizi di assistenza a persone in condizione di disagio fisico-psichico in un contesto agricolo.

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