Agricoltura: le misure a sostegno del comparto

Il nostro impegno per sostenere le imprese del comparto primario è stato fin da subito deciso, grazie anche all’egregio lavoro portato avanti dal sottosegretario Giuseppe L’Abbate. Per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli abbiamo garantito 600 euro per i mesi di marzo e aprile, a cui si aggiungono altri 500 euro per il mese di maggio. Per i lavoratori dipendenti del settore agricolo e della pesca abbiamo previsto la cassa integrazione ordinaria e in deroga e abbiamo concesso ai percettori di ammortizzatori sociali di qualsiasi tipo, incluso il RedditodiCittadinanza, la possibilità di lavorare in agricoltura con un limite di 2.000 euro nell’anno in corso: una misura tesa a garantire la manodopera nei campi a cui abbiamo accompagnato l’estensione ai parenti sino al sesto grado delle prestazioni ritenute gratuite, la proroga della validità dei permessi di soggiorno stagionali agricoli e la regolarizzazione dei migranti già presenti sul suolo italiano.
Per l’acquacoltura e la pesca, abbiamo stanziato 20 milioni di euro di aiuti diretti e introdotto un bonus da 950 euro per il mese di maggio per i pescatori autonomi, compresi i soci di cooperative che svolgono attività nelle acque marittime, interne e lagunari.
Tra i beneficiari dei contributi a fondo perduto sono state incluse le imprese del comparto primario con ricavi non superiori a 5 milioni di euro e che abbiano subito perdite di fatturato superiori al 33% rispetto ad aprile 2019. Mentre per le filiere maggiormente colpite, abbiamo previsto aiuti diretti mirati:
–  per il vitivinicolo 100 milioni finalizzati alla riduzione volontaria delle rese e 50 milioni per la distillazione di crisi per la produzione di alcol per usi industriali e farmaceutici;
–  300 milioni per il Fondo indigenti con cui acquistare prodotti alimentari italiani per i cittadini bisognosi;
–  50 milioni per garantire l’operatività dei Consorzi di Bonifica;
–  430 milioni per gli esoneri contributivi dei dipendenti nei primi sei mesi del 2020 per le filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura;
–  90 milioni di euro per la zootecnia.
Abbiamo inoltre reso strutturale l’innalzamento dell’anticipo del contributo Pac dal 50% al 70% sia per chi utilizza la procedura ordinaria sia per chi ricorre alla procedura semplificata.
Per gli agriturismo, accanto al bonus vacanze, abbiamo previsto il credito d’imposta per i canoni di locazione dei mesi di aprile, maggio e giugno nonché l’esenzione dall’IMU per l’intero 2020.
Oltre ciò, abbiamo posticipato al 30 settembre tutte le rate, prevedendo un successivo piano di rimborso senza oneri aggiuntivi, finanziato con 350 milioni di euro Ismea per prestiti garantiti dallo Stato al 100%, oltre che il rifinanziamento con altri 30 milioni della cambiale agraria promossa dall’ente. Ma, soprattutto, abbiamo esteso alle imprese agricole e della pesca l’accesso diretto al Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese gestito da Mediocredito Centrale, che permetterà un importante afflusso di liquidità. Infine, abbiamo esteso a vini Dop e Igp e alle bevande spiritose come liquori, acquaviti e distillati il cosiddetto “pegno rotativo”, già previsto per i prosciutti a denominazione d’origine tutelata e per i prodotti lattiero-caseari.
Sarà fondamentale anche saper cogliere le opportunità messe in campo dal “Patto per l’Export” per il rilancio delle esportazioni del Made in Italy, duramente colpite dal rallentamento del commercio mondiale imposto dalla pandemia, e riaffermare il successo che il nostro Paese merita.

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