Biometano in agricoltura: al Mise un tavolo per discutere le prospettive di sviluppo. Bene!

Quali sono le prospettive di sviluppo per il biometano in agricoltura e quali le opportunità per le imprese agricole italiane? Questi temi sono stati affrontati al tavolo indetto dal Mise per raccogliere posizioni e idee dei principali attori di settore, un’importante occasione di confronto su un comparto che ha un enorme potenziale e un ruolo strategico nella decarbonizzazione.

L’incontro, è solo il primo di un più articolato dialogo con cui il governo mira a rafforzare la filiera nazionale delle agro energie perchè il combustibile in questione ricopre un ruolo di primo piano nella strategia energetica italiana, soprattutto grazie al Decreto ‘Promozione dell’uso del biometano e degli altri biocarburanti avanzati nel settore dei trasporti’, che ha aperto per la prima volta la rete del gas naturale al combustibile di origine ‘bio’, con l’obiettivo di scalzare gli attuali biofuel di importazione impiegati nella mobilità nazionale.

Secondo i dati del Consorzio Italiano Biogas, a partire dal 2008, le imprese agricole e industriali coinvolte hanno investito e re-investito circa 7 miliardi nell’economia nazionale creando migliaia di posti di lavoro, a dimostrazione che il biometano può assumere il ruolo importante che gli spetta, visto il grande contributo che è in grado di offrire a livello ambientale. Sono convinto che l’agricoltura possa e debba avere una parte fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi del Piano Energia Clima 2030 e per tale motivo dobbiamo valutare, con il contributo di tutti, le strade percorribili per cogliere al meglio le opportunità che possono emergere dal biometano. L’incontro voluto dal ministero ha avuto il compito di affrontare le principali tematiche legate all’utilizzo del biometano, tra le quali la riconversione degli impianti di produzione di energia elettrica a biogas esistenti, l’utilizzo del combustibile per le macchine agricole e gli impianti di liquefazione del biometano (bioGNL).

A partire da questo primo confronto, i partecipanti proporranno progetti futuri atti a individuare eventuali criticità e relative soluzioni, per spronare ulteriormente il comparto. Questo perché il biometano derivante da matrici agricole contribuisce a vincere le nuove sfide per la mobilità sostenibile e assicura lo sviluppo di un’economia sempre più circolare, attraverso l’utilizzo di effluenti zootecnici, residui, sottoprodotti delle attività agricole, agroalimentari e di colture di integrazione.  Il rapido sviluppo della filiera italiana del biometano permetterà di avere immediati impatti benefici sul PIL e consentirà all’Italia di assumere un ruolo di leadership a livello globale in questo settore.

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