I piani del Governo e gli investimenti destinati ai trasporti e alle infrastrutture

A tutti coloro che mi chiedono delucidazioni in merito alla nostra politica sui trasporti e alle infrastrutture, rispondo che per quanto riguarda la messa in sicurezza delle strade, dei ponti e dei viadotti sono destinati 250 milioni all’anno grazie al Decreto Genova, che tra l’altro prevede l’obbligo per i gestori di fare la dovuta manutenzione, pena la revoca, mentre Anas ha appena fatto partire i bandi da 380 milioni per il rifacimento della pavimentazione stradale su tutto il territorio nazionale. Inoltre, con il Contratto di Programma tra Mit e Rfi vengono destinati 13,2 miliardi di euro in più per nuovi investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture ferroviarie di tutta Italia.

Oltre ciò entro l’anno partirà il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile da 3,7 miliardi di euro che punta al rinnovo del parco autobus adibito al trasporto pubblico locale con mezzi meno inquinanti (elettrici, a metano o a idrogeno) e soprattutto più moderni. In media attualmente in Italia gli autobus usati hanno circa 11,4 anni, a fronte dell’età media europea di circa 7,5 anni: l’obiettivo del Piano è dunque quello di ridurre la vetustà di queste vetture e di promuovere il miglioramento della qualità dell’aria, ricorrendo a tecnologie innovative.

In manovra abbiamo stanziato anche 1 miliardo di euro per la manutenzione delle metropolitane di Milano, Monza e Roma, oltre che per la realizzazione di nuove ferrovie sotterranee. Si sta procedendo con il piano da 361 milioni di euro per far nascere il Sistema nazionale delle ciclovie turistiche da nord a sud: si tratta di un’infrastruttura basata sulla mobilità sostenibile e in particolare sulla ciclabilità e su una forma alternativa di fruizione turistica del territorio.

Infine, ricordo che grazie al Fondo Salva Imprese siamo riusciti a sbloccare il caso Astaldi in cui la ditta in questione, aggiudicatrice della gara per l’appalto della Quadrilatero Umbria-Marche nel momento di crisi ha iniziato a non pagare più le imprese minori a cui aveva affidato i sub-appalti, mettendole a loro volta in difficoltà. Mentre, per quanto riguarda il caso del ‘Puleto’, auspichiamo una risposta a breve della perizia da parte della procura di Arezzo, affinché Anas possa avviare i lavori per la messa in sicurezza del viadotto.

Questo Governo punta molto sugli investimenti infrastrutturali, poiché essi devono tornare ad essere un volano in grado di far ripartire davvero la nostra economia.

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