Legge di Bilancio: il nostro regalo più grande agli italiani

Con l’approvazione della Manovra del Popolo, abbiamo sancito un patto autentico con gli italiani, mettendo davanti a tutto l’interesse nazionale: se il nostro Paese fosse andato in esercizio provvisorio i cittadini avrebbero dovuto pagare le conseguenze delle scelte sbagliate di chi ha governato fino a poco tempo fa, e così avremmo visto aumentare l’IVA, le accise sul carburante e, soprattutto, non avremmo visto entrare in vigore le misure sociali contenute in questa Legge di Bilancio.

Vorrei ringraziare il Premier Conte e tutti i membri del Governo che sono riusciti a mettere in piedi una Manovra, dopo la trattativa con Bruxelles, che ci consente di poter confermare le misure promesse in campagna elettorale, come il reddito di cittadinanza, che interviene sul principale ostacolo alla libertà e alla partecipazione politica: la povertà e la mancanza di lavoro. Per fare questo, abbiamo autorizzato le Regioni ad assumere 4 mila dipendenti per i Centri dell’impiego e abbiamo stanziato un miliardo per il 2019 che servirà ad ammodernare le strutture. Abbiamo preteso un contributo di solidarietà dalle pensioni d’oro per finanziare l’innalzamento delle pensioni minime a 780 euro, comprese quelle di invalidità e abbiamo eliminato, una volta per tutte, i vitalizi degli ex parlamentari e obbligato le Regioni a fare lo stesso.

Nella manovra c’è mezzo miliardo di euro in più per il sociale, ci sono fondi per le famiglie che hanno disabili, e questo, unito al reddito di cittadinanza, permetterà ai comuni italiani di spendere in interventi sociali nuovi in un momento di forte povertà e di contrazione dell’economia. Il superamento della riforma Fornero e Quota 100, fanno parte di un’ampia riforma strutturale: anche se oggi, purtroppo, alcuni resteranno esclusi, abbiamo un programma su tre anni che ci porterà ad arrivare a ‘Quota 41’, per dare risposta a tutti i lavoratori che, per colpa delle politiche liberiste da Monti in poi, hanno perso la dignità del lavoro e della pensione.

Negli anni dell’austerity, a farne maggiormente le spese sono state le imprese più piccole e le partite IVA, per questo abbiamo portato la flat tax al 15 per cento per le piccole partite IVA che fatturano fino a 65 mila euro. Inoltre, c’è anche l’abbassamento dell’IRES al 15 per cento per le società di capitali, l’abbassamento del 30 per cento dei premi INAIL sui dipendenti e una misura che premia il merito, finalizzata all’assunzione di neo laureati con 110 e lode in un Paese in cui negli ultimi anni abbiamo avuto un esodo di 200 mila giovani che sono andati in giro per l’Europa a cercare lavoro.

E poi c’è un’altra questione importante che riguarda i commercianti, gli ambulanti e chi gestisce gli impianti balneari: questi ultimi, grazie alla Manovra, saranno fuori dalla Bolkestein. Questo Governo dà un sostegno concreto anche ai piccoli comuni, grazie a 400 milioni di euro per rilanciare l’economia reale con le piccole opere, per fare investimenti, per dare dignità ai campanili di questo Paese, che sono la più grande ricchezza di controllo territoriale e di identità che ci sia in Italia.

E non ci siamo dimenticati dei risparmiatori: nei precedenti governi era stato stanziato il ridicolo Fondo Baretta di 100 milioni di euro, che abbiamo portato a un miliardo e mezzo per risarcire anche gli azionisti. Ma c’è tanto altro in questa manovra: 60 milioni in università e ricerca, un piano di assunzioni per docenti, polizia, carabinieri e guardia di finanza per un totale di 22mila assunti, 4 miliardi e mezzo in più alla sanità nel triennio, ma anche 350 milioni per sfoltire le lunghissime liste di attesa.

Abbiamo anche ampliato la misura per i giovani imprenditori e garantito anche alle imprese un minor costo del lavoro. Abbiamo confermato l’agevolazione fino al 65 per cento per l’efficienza energetica del proprio immobile, il cosiddetto ecobonus, ci sono un miliardo e più di investimenti per la rete idrica, 10 miliardi aggiuntivi per il dissesto idrogeologico e abbiamo introdotto, per la prima volta, un serio incentivo alla mobilità elettrica, mentre andremo a penalizzare chi compra auto di lusso super inquinanti, per favorire quella classe media che acquista macchine elettriche, ibride o a metano: nessuna tassa quindi sulle auto già acquistate e sulle utilitarie. Infine, nella Manovra è contenuta la web tax, con cui penalizziamo quelle piattaforme digitali che hanno, in qualche modo, contribuito alla desertificazione dei nostri centri storici.

Con le elezioni del 4 marzo gli italiani hanno confermato la volontà di avere un Governo che fosse realmente dalla loro parte, affinché tramutasse i valori più importanti della nostra Costituzione e del Paese: quelli fondati su giustizia ed equità. E il nostro regalo più grande agli italiani, per il nuovo anno che sopraggiunge, non poteva che essere una Manovra del popolo, scritta dal popolo. Buon anno a tutti.

Lascia un Commento