Chiarezza e trasparenza in etichetta sono un principio imprescindibile che l’Italia deve difendere e pretendere da Bruxelles

Chiarezza e trasparenza in etichetta sono un principio imprescindibile che l’Italia deve difendere e pretendere da Bruxelles. Il regolamento 1169/2011 ha introdotto novità importanti ma adesso il regolamento di esecuzione rischia di vanifichare gli sforzi fatti fino ad oggi dall’Italia nel pretendere l’origine su prodotti importanti come latte, grano, pomodoro, riso e l’indicazione dello stabilimento.
Il 16 aprile si riunirà il Comitato PAFF (comitato permanente per le piante, gli animali, gli alimenti e i mangimi) della DG Salute, dove si discuterà del tema “etichettatura”, nello specifico l’applicazione dell’articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio sulla fornitura di informazioni alimentari ai consumatori, per quanto riguarda le norme per indicare il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario di un alimento.
L’Italia in quella sede, con i suoi tecnici, dovrà difendere con proposte di modifica al testo, in questi giorni già inviate alla Commissione europea, la posizione tenuta fino ad oggi. Sarebbe inaccettabile che Bruxelles ci dica di no, anche perchè se si vuole un’Europa che funzioni si deve crescere insieme e non difendere ognuno i suoi campanili.

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