Ricostruzione e terremoto: essenziale elisuperficie a Norcia

La Valnerina è ancora tra le poche aree prive di un’elisuperficie per le operazioni di emergenza, ma dispone di un elicottero (privato in convenzione, come i piloti ed i tecnici di bordo) che fa ‘base’ a Fabriano e che la sanità umbra divide a metà con la regione Marche. L’elicottero effettua missioni con tempi di percorrenza abbastanza brevi per Perugia ed Alta valle del Tevere, ma con tempi estremamente lunghi per ciò che riguarda la provincia di Terni, la zona dell’orvietano e la Valnerina.

Credo che sia indispensabile che nella ricostruzione post sisma sia prevista la presenza di un’elisuperficie strutturata con base a Norcia, soprattutto in seguito ai disagi verificatisi durante l’ultima emergenza terremoto, in cui è stato utilizzato un campo sportivo privato per l’atterraggio ed il decollo degli elicotteri, con conseguenti difficoltà logistiche. È altrettanto importante che tutti gli aeromobili di Stato delle Forze armate e dei Corpi dello Stato, autorizzati ad operare per qualunque tipologia di intervento, possono essere impiegati per missioni di salvaguardia della vita umana.

Purtroppo, però, l’avvento delle convenzioni regionali ha reso difficile l’applicazione della norma che regolamenta il servizio di elisoccorso e, in qualche modo, inefficace il servizio offerto dagli aeromobili di Stato. Dopo la riforma del titolo V, le regioni hanno quindi avviato gare d’appalto a privati per l’affidamento del servizio di elisoccorso che, però, ha costi enormemente più elevati rispetto alla convenzione con i Vigili del fuoco.

Tutte osservazioni che ho fatto pervenire al sindaco di Norcia Alemanno (sotto lettera), alla presidente Marini e al Commissario Vasco Errani e che a breve sottoporrò al Governo, tramite un’interrogazione sul tema. Le priorità attualmente sono due: valutare la possibilità di ottimizzare le risorse del Corpo dei Vigili del fuoco, mettendole a disposizione del servizio sanitario nazionale e, soprattutto, prevedere nella ricostruzione post sisma la realizzazione di un’elisuperficie a Norcia poiché, oltre ad un evidente risparmio economico, si avrebbe anche una maggiore efficienza e tempestività nelle operazioni di intervento, specie in situazioni d’emergenza come quelle che hanno colpito la nostra regione, oltre che una maggiore sicurezza per gli abitanti di tutto il territorio interessato.

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Gentile Sindaco Alemanno, 
 
sono trascorsi ormai diversi mesi dal sisma che ha colpito la nostra Regione ed in particolare la città da lei amministrata, ma le conseguenze non accennano ad arrestarsi, oltre che sulle vite dei cittadini nursini, anche sul turismo di quella che è sempre stata considerata, ed è, la perla della Valnerina e dei Sibillini.
Tra le diverse emergenze, lo scorso 30 ottobre, il paese ha fatto anche i conti con l’assenza di una adeguata struttura per l’atterraggio e il decollo degli elicotteri di soccorso, che, pur in una situazione di difficoltà e caos hanno dovuto usufruire di spazi privati (in particolare il campo sportivo dell’Hotel Salicone, anch’esso gravemente danneggiato). 
Mi rendo perfettamente conto che pensare di dotare Norcia di un vero e proprio ospedale/policlinico oggi possa essere impensabile, ma non è invece impensabile dotarla di una adeguata superficie in cui permettere l’attività di elisoccorso, specialmente considerando la posizione geografica della città che si trova nel cuore dei monti Sibillini, zona impervia specie in caso di mal tempo (ma non solo). Al momento l’Umbria si serve per l’attività di elisoccorso sia dalle Marche che dalla Toscana (molto più raramente del Lazio), ma è evidente come la zona di Norcia risulti comunque complicata da raggiungere. 
La presente è quindi per chiederle se abbia intenzione di adoperarsi affinché la città possa ripartire anche dalla garanzia di una adeguata struttura di soccorso in emergenza, e da lì poi andare avanti per rilanciare la comunità da ogni punto di vista, dal turismo alla vivibilità per tutti i cittadini.
 
Certo della sua attenzione, le invio un cordiale saluto, 
Filippo Gallinella

 

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