I controlli nel settore agroalimentare ci garantiscono sicurezza

I controlli nel nostro paese seguono il piano pluriennale integrato dei controlli (PnI) che illustra le attività svolte dalle Amministrazioni centrali e da Regioni, Enti locali e Forze di Polizia che partecipano al sistema dei controlli ufficiali, relativi all’accertamento.

Relativamente ai controlli igenico sanitari sono le ASL e il Ministero della Salute a coordinare le attività. Nel 2015 sono stati svolti 639.904 controlli (oltre 5000 in Umbria) e il 19% dei controlli ha portato al rilevamento di infrazioni più o meno gravi concentrati per lo più nelle imprese di ristorazione (30%). Negli oltre 15 mila stabilimenti per la produzione di alimenti di origine animale sono emerse non conformità nel 10,9% dei casi legate per lo più alle strutture e attrezzature non conformi. Questo ha generato oltre 61 mila azioni amministrative e poco più di mille notizie di reato comunque in calo rispetto al 2014.

I controlli merceologici sono in capo all’ICQRF che, nell’anno 2015, ha svolto oltre 16mila controlli (il 34,8% nel settore del vino). Le irregolarità si sono attestate intorno al 25%, maggiormente nel vino (38%) e nei prodotti lattiero-caseari (29,3%). Questo ha eterminato oltre mille notizie di reato, circa duemila contestazioni amministrative, mille e cinquecento diffide e 239 sequestri per oltre 44 milioni di euro in valore.

Per completezza e attualità pubblico i controlli relativi a pane e pasta effettuati dalle strutture igenico sanitarie e dall’ICQRF nei primi mesi del 2017.

g1

Questi sopra sono i dati forniti dal MISA. Come si vede i respingimenti per non conformità sono statisticamente lo 0,79%. Penso che possiamo essere sicuri di quello che mangiamo e i numeri parlano chiaro!

ICQRF pasta e cereali

Questi invece i controlli eseguiti dall’ICQRF che dimostrano come l’attività sia intensa e operativa. Sempre si puo’ migliorare ma ci vogliono risorse e da parte nostra non mancheranno.

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