Renzi e il PD in combutta con le banche e la finanza speculativa

Come possiamo dare la fiducia a un Governo che, per anni ormai, ha continuato solo a fare piaceri alle banche? Con queste parole abbiamo commentato l’ennesima fiducia, oggi sulla riforma delle BCC,  che Renzi chiede al Parlamento.

Questo Governo sta palesemente fregando gli italiani, ma lo sta facendo in modo indiretto, non lo sta facendo mettendo le mani direttamente nelle tasche degli italiani, lo sta facendo togliendo loro la possibilità di accedere al credito; lo sta facendo, limitando la possibilità degli italiani di avere quei soldi per riuscire ad aprire un’impresa, per riuscire a mandare avanti la propria impresa. E come lo fa ? Agevolando i grandi gruppi bancari e colpendo, questa volte, le Banche di Credito Cooperativo. In che modo ? Accorpandole, facendole diventare una grande holding.

Ricordiamo quanti regali il PD ha fatto alle banche in questa legislatura. Ricordiamo il famoso decreto IMU-Bankitalia, con il quale sono stati regalati 7 miliardi e mezzo alle banche private e soci di Bankitalia. Ricordiamolo, l’Italia è l’unico Paese in cui la Banca nazionale, la Banca centrale, è di proprietà delle banche private! La banca che dovrebbe controllare le banche private è di proprietà delle stesse banche. Oltre ai 7 miliardi e mezzo, vi sono 300 milioni di utili che ogni anno vengono staccati a favore degli azionisti, a favore delle banche private; 300 milioni di utili che potrebbero essere usati per qualsiasi altra cosa e che invece questo Governo li regala alle banche private.

Con il «destinazione Italia» avete dato la possibilità di allargare il fenomeno delle cartolarizzazioni. Avete imposto anche alle assicurazioni di utilizzare le loro riserve per investirle nelle cartolarizzazioni. Per colpa vostra oggi si può cartolarizzare qualsiasi cosa: qualsiasi tipo di debito o qualsiasi tipo di credito. Perchè il Governo vuole creare ancora finanza speculativa ?

Con l’arrivo del Governo Renzi è stato inserito l’accorciamento dei tempi per il recupero delle perdite sulle sofferenze. Prima le perdite sulle sofferenze potevano essere recuperate in diciotto anni, poi in cinque, oggi in un anno solo. Questo significa che le banche che hanno elargito finanziamenti a destra e sinistra diventando perdite, lo Stato dà loro il 30%, perché potranno detrarre dal proprio imponibile tutte queste sofferenze e il 30 per cento ce lo metterà lo Stato, quindi ce la metteranno i cittadini.
I primi del 2015 arriva il decreto-legge sulle banche popolari. È stata fissata un’asticella a 8 miliardi, ed è stato deciso che le banche sopra gli 8 miliardi devono diventare Spa: un’asticella totalmente arbitraria, e guarda caso la banca immediatamente sopra questi 8 miliardi è la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, la banca del papà della Boschi, la banca del papà del Ministro Boschi. Per noi un palese conflitto d’interessi.
Andiamo avanti. Garanzia sui derivati a carico dallo Stato. Che cosa vuol dire ? Vuol dire che lo Stato con la legge di stabilità dell’anno scorso può mettere soldi per garantire questi derivati.  Poi c’è stato in una domenica di novembre il recepimento della famosa direttiva del bail-in: è stato deciso che i risparmiatori con i loro conti correnti, ma anche con le loro obbligazioni, con le loro azioni, diventano direttamente responsabili dell’attività della banca; e se la banca va male, i risparmiatori perdono i loro soldi. Questa misura, che è stata decisa logicamente in Europa, è stata approvata da questo Parlamento senza fiatare. Poi è arrivato il famoso decreto-legge «salva banche», un altro bel regalo alle banche: con il quale quattro banche del territorio sono state annientate e soldi dei risparmiatori che hanno investito in quelle banche, come obbligazionisti subordinati e come azionisti (e ricordiamo che gli azionisti sono persone che hanno creduto in quelle banche, che hanno comprato delle azioni per investire i risparmi di una vita), sono stati azzerati dall’azione del Governo.

Che dire poi del prestito vitalizio ipotecario. Diamo la possibilità ai pensionati che hanno una casa di stipulare un prestito con una banca, di ricevere dei soldi, dando loro la possibilità di non restituire il prestito ma di pagare solo gli interessi; di modo che il prestito rimarrà sul groppone (perché così succederà) degli eredi, che non avranno logicamente i soldi per pagare: e così la banca si prende la casa. Per non parlare poi delle ultime cose che abbiamo visto sui mutui, per cui la banca potrà tranquillamente entrare in possesso della casa, della casa degli italiani. Se una persona in difficoltà non riuscirà a pagare il mutuo, in modo diretto la banca diventerà giudice e prenderà la proprietà della casa: o la prende o la vende.

Ma arriviamo al decreto-legge di riforma della BCC che contiene ancora cartolarizzazione dei crediti e reintroduce l’anatocismo e serve solo ai grandi gruppi bancari a mettere le mani sulla grande holding delle BCC.