Intramoenia si, intramoenia no. Come stanno le cose?

La libera professione intramuraria chiamata anche “intramoenia” (attività libero professionista intramuraria o Alpi) si riferisce alle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell’ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. Il medico è tenuto al rilascio di regolare fattura e la spesa, come tutte le spese sanitarie, è detraibile dalle imposte. Le prestazioni sono generalmente le medesime che il medico deve erogare, sulla base del suo contratto di lavoro con il Servizio Sanitario Nazionale, attraverso la normale operatività come medico ospedaliero. Le prestazioni erogate in regime di intramoenia garantiscono al cittadino la possibilità di scegliere il medico a cui rivolgersi per una prestazione. La legge disciplina vari aspetti come il pagamento, la tariffa, i limiti ecc ecc.

Il Minsitro della salute Beatrice Lorezin ha trasmesso al Parlamento il 6 agosto 2015 la “Relazione annuale al Parlamento sull’esercizio dell’attività libero professionale intramuraria” relativa all’anno 2013. In sintesi lo stato di attuazione delle norme risulta ancora estremamente diversificato nei vari contesti regionali.

Quello che va fatto osservare che la lettera g), comma 4, articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n 120  dispone  che gli enti del Servizio sanitario nazionale attuino un progressivo allineamento dei tempi di erogazione delle prestazioni nell’ambito dell’attività istituzionale ai tempi medi di quelle rese in regime di libera professione intramuraria, al fine di assicurare che il ricorso a quest’ultima sia conseguenza di libera scelta del cittadino e non di carenza nell’organizzazione dei servizi resi nell’ambito dell’attività istituzionale.

Per questo si rende necessario prevedere al fine dell’attuazione integrale di quanto disposto dalla  lettera g), comma 4, articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n 120  che si determino soggetti e modalità di misurazione e descrizione delle buone pratiche per singolo professionista o di equipe all’interno delle diverse discipline e la pubblicazione dei risultati su siti istituzionali. In particolare sarebbe necessario che l’Agenas provvedesse al confronto e al monitoraggio continuativo tra i tempi di attesa per le attività  intramuraria e intramuraria allargata e quelle erogate dagli enti del Servizio Sanitario Nazionale.

La riduzione delle liste di attesa è obiettivo prioritario e “misurare” il lavoro singolo professionista o di equipe all’interno delle diverse discipline per valutare i tempi di attesa per le attività  intramuraria e intramuraria allargata e quelle erogate dagli enti del Servizio Sanitario Nazionale pubblicando sul sito istituzionale gli esiti e le buone pratiche individuate che dovranno essere implementate da parte degli enti del Servizio Sanitario Nazionale prevedendo anche la sospensione dell’ l’attività libero-professionale al momento del superamento dei tempi delle liste d’attesa delle corrispondenti prestazioni erogate in regime istituzionale

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