La legge sulle Province

La maggioranza alla Camera ieri notte ha votato la legge sulle province, una nuova legge che raddoppierà le poltrone. Dallo scandalo che rischiava di vederci complici con questo comitato d’affari, abbiamo ritenuto giusto uscire dall’aula al momento della votazione finale. Segnalo anche che ieri sera il Pd, Alfaniani e Montiani non avrebbero avuto nemmeno il numero legale per la votazione se non fosse stato che SEL, la finta opposizione, ha continuato a fare da stampella restando al proprio posto. Il provvedimento è una follia per almeno 4 ragioni. 1) Non abolisce le province, ma gli cambia il nome e le fa diventare “Città Metropolitane”; 2) In quei territori dove ci sono comuni che si oppongono alla trasformazione in città metropolitana, coesisteranno le province e le città metropolitane; 3) Nei territori dove ci sono già province o città metropolitane o entrambi, potranno formarsi anche i consorzi di comuni; 4) La Corte dei Conti ha già messo in guardia il Parlamento affermando che con questa legge e il conseguente moltiplicarsi di enti e i costi non potranno che crescere. Un enensima legge-marchetta per aumentare le poltrone agli amici degli amici, un ennesima legge che invece di diminuire gli enti inutili, li moltiplica. A noi, se fossimo stati maggioranza, in circa tre mesi avremmo risolto la questione con un disegno di legge costituzionale che recitava: all’art 114 della Costituzione si sopprime la parola Province. Come al solito contano i fatti ma per ora ancora parole e oggi con la conversione del decreto su misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali stiamo assistendo alla solita scenetta.